L’email di Federico Leva e Google Analytics

Se negli scorsi giorni hai ricevuto una email che comincia così “Spettabile titolare del trattamento dei dati personali, spettabile responsabile della protezione dei dati, Vi scrivo in quanto utente del sito ******* per richiedere la rimozione dei miei dati personali, in forza dell’art. 17 (“Diritto alla cancellazione”) del regolamento UE 2016/679. Vogliate cortesemente rispondere entro 31 giorni dalla ricezione della presente per confermare l’ottemperanza, come precisato di seguito…” e l’hai cestinata, hai sbagliato. Come diversi professionisti stanno argomentando efficacemente sul web, infatti, il mittente di quelle email, Federico Leva, sta semplicemente esercitando un suo diritto nel chiedere che i suoi dati di navigazione vengano cancellati. Entro 31 giorni dalla ricezione, quindi, una risposta gli va data, prendendo spunto dai suggerimenti disponibili online, ma sostanzialmente bisogna rispondere alla mail chiedendogli il suo Client ID così da poter ottemperare successivamente alla richiesta confermando la cancellazione da Google Analytics dei suoi dati personali (cliccare su Audience, quindi User Explorer, qui inserire il Client ID, aprire e cliccare su “cancella utente”).

E ora?

L’email di Federico ha sicuramente colpito nel segno, visto che voleva sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del trattamento dei dati nel rispetto del regolamento vigente GDPR, nel solco del provvedimento del 9 giugno 2022 del Garante della Privacy che ha sanzionato i titolari di un sito web che utilizzavano una versione (datata) di Google Analytics sulle proprie pagine. Quindi ora che fare? Il consiglio più utile è quello di valutare l’inserimento nelle proprie pagine web degli script di Google Analytics 4 (qui l’articolo di presentazione ufficiale del prodotto), cioè la versione più recente dello strumento anche se da diverse parti si sollevano pareri che dichiarano l’incompabilità al GDPR di questo servizio al pari della vecchia versione, oppure una delle innumerevoli alternative a Google Analytics stessa.

Il tema, quindi, è fortemente dibattuto anche perchè diversi altri servizi di Google e di altri colossi americani sono oggetto di verifiche perchè “in odore” di non conformità con il regolamento europeo di trattamento dei dati. Serve quindi molta attenzione nella scelta dei servizi di terze parti da utilizzare nelle proprie procedure.


Aggiornamento del 12 luglio 2022: il partner iubenda ha predisposto una pagina dedicata al tema “Google Analytics”.